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Con queste poche righe voglio condividere con voi il viaggio che abbiamo affrontato io e mia moglie Alessandra (DC9) scaturito da un buono iperclub vacanze con il quale abbiamo “rimediato” una settimana di soggiorno gratis in una delle loro strutture. Ne abbiamo parlato un po e per variare un pochino tipologia di vacanza abbiamo optato per la montagna estiva. Certo per i viaggiatori abituali è una stupidaggine ma essendo la prima moto turistica che ho ... come inizio può andare :) Bando alle chiacchiere, inizia il viaggio…
17 luglio 2010
Moto pronta e tagliandata, ho controllato persino se i bulloni del telaio sono stretti con la dinamometrica, altrimenti che mi chiamano a fare svizzero? Sarebbe preferibile partire di notte visto il caldo afoso di questi giorni ma la struttura è libera dalle 16 in poi e allora ci siamo detti … una volta arrivati su di mattina che facciamo distrutti dal viaggio? E allora temerari abbiamo messo la sveglia alle 7, chiuso le valigie laterali da 41 litri, il bauletto da 46 e la borsa serbatoio: carico la moto come un mulo e la mia fedele V-Strom con i suoi pochi ma buoni cavalli inizia a portarci in questo piccolo ma intenso viaggio.
Qui la parte peggiore del viaggio, prendiamo l’autostrada a Fiano Romano e iniziamo a trottare verso il nord. Con il passare del tempo inizia il caldo e arrivati a firenze inizia il traffico dei vacanzieri. Da Firenze sud a barberino del mugello causa lavori e traffico intenso inizia il serpentone di macchine e con il sole a picco non è il massimo … in qualche modo risolvo e proseguiamo. Arrivati a Bologna stessa storia da Bologna sud a Roncobilaccio … Giunti a Modena prima sosta e pieno di benzina, nonostante il notevole carico e le salite dell’appennino la moto non si dimostra assetata. Proseguiamo il nostro viaggio con un caldo insopportabile ma spinti dalla voglia di arrivare e sapendo che troveremo il fresco sulle alpi proseguiamo. Finalmente arriviamo a Brescia e dopo aver lasciato l’autostrada e 32euro (tacci vostri!) ci dirigiamo verso la Valtellina. Costeggiamo il lago d’Iseo con il suo paesaggio incantevole e dopo aver superato due delle innumerevoli gallerie che ci aspettano iniziamo a vedere il cielo completamente nero verso il nord, sembrava stesse diluviando a distanza di pochi chilometri. Eravamo già sudati ma avendo solo un paio di giacche ci fermiamo e mettiamo su pantaloni e coprigiacca antipioggia. Ripartiamo e iniziamo a sudare modello sauna ma ci confortava il fatto che poco dopo avremmo preso la pioggia e ci saremmo rinfrescati ma dopo diversi chilometri scopriamo che era nebbia che si tagliava con il coltello causata dall'eccessivo caldo. Pazienza, ormai mancano pochi chilometri tiriamo avanti così con l'effetto sauna addosso. Iniziamo a salire sulle alpi e la temperatura inizia man mano a scendere, la strada si interseca più volte con l'affluente del lago d'Iseo (il fiume Oglio) e il paesaggio inizia ad assumere il suo aspetto alpino, paesi sempre più piccoli ma graziosi, tenuti in ordine e puliti. Iniziano le curve sempre più "interessanti" man mano che saliamo, fino a che abbastanza stanchi leggiamo finalmente "Passo Aprica". Ci siamo! Finalmente siamo arrivati a destinazione e senza soffermarci più di tanto a guardare il magnifico panorama ci dirigiamo al nostro residence. Facciamo subito amicizia col il direttore e dopo aver preso le chiavi dell'appartamento iniziamo a scaricare le valigie dalla moto che tira un sospiro di sollievo. Con nostro piacere notiamo che l'appartamento è pulitissimo, molto carico e confortevole e la cosa più bella che abbiamo la moto parcheggiata al coperto davanti alla finestra della camera. Non che ci sia bisogno di controllarla, da quelle parti puoi anche lasciarla aperta con le chiavi inserite che non te la ruberebbero lo stesso. Ci togliamo gli antipioggia e sotto siamo letteralmente fradici, sembra che abbia piovuto sotto al completo ... mega doccione rigenerante e ci riposiamo un po la schiena e il fondoschiena, la sella è morbida e imbottita ma 700 chilometri sono sempre 700 chilometri.... Dopo esserci ripresi ci facciamo consigliare un posto per mangiare una pizza e andiamo in un locale tipico situato sotto agli impianti sciistici dove veniamo accolti con diffidenza ma quando gli abbiamo detto che ci mandava il tizio del residence si apre un sorriso a 32 denti e ci fanno accomodare. La prima birra va giù come una fucilata e la seconda idem, tanta è la sete che avevo dalle sudate del giorno. Assaggiamo subito la famosa bresaola della valtellina che non ha niente a che vedere con quella che puoi trovare a Roma. Misto di formaggi e poi due belle pizze di cui una consigliataci dalla proprietaria con salumi locali e formaggi tipici. Dopo aver pagato il conto ci offrono l'amaro ... come rifiutare ... e senza pensarci prendo l'amaro locale ovvero il Braulio. Ci facciamo una passeggiatina per digerire con la piacevole temperatura di 24 gradi e torniamo verso il residence, la stanchezza si fa sentire e domani dobbiamo andare in svizzera, meglio ritirarci.
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